Le assaggiatrici
Abbiamo un libro che recentemente ci ha appassionato e che parla, a suo modo, di cibo. Vogliamo farlo conoscere a chi non l'ha ancora letto.
Le Assaggiatrici. La scrittrice è una giovane donna cresciuta in Liguria, a San Lorenzo al Mare, il suo nome è Rosella Postorino e con questo romanzo ha vinto il Premio Campiello.
E' un romanzo ispirato alla vicenda di Margot Wolk che la scrittrice ha scovato leggendo un trafiletto su una testata italiana. Raccontava di una donna tedesca, ormai novantaseienne, che per tutta la vita aveva nascosto di aver lavorato per Hitler quando era giovane, nella primavera del '43, e per la prima volta lo confessava.
Non aveva idee naziste ma semplicemente si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Dopo che la sua casa a Berlino era stata bombardata, aveva trovato rifugio in un paesino nella Prussia orientale, in casa dei suoceri mentre il marito era al fronte . Il villaggio era vicino al quartier generale di Hitler mimetizzato nella foresta. Fu segnalata dal sindaco che era un fervente nazista, e reclutata dalle SS per assaggiare il cibo del Fuhrer assieme ad altre ragazze.
"... Lavorare per Hitler, sacrificare la vita per lui: non era quello che facevano tutti i tedeschi? Ma che potessi ingerire cibo avvelenato e morire così, senza nemmeno uno sparo di fucile, senza un'esplosione, Joseph non lo accettava. Una morte in sordina, fuori scena. Una morte da topi non da eroi. Le donne non muoiono da eroi."
"... Ci fecero entrare due per volta in una stanza che odorava di alcol, le altre fuori, in attesa del proprio turno. Appoggiai il gomito sul banco da scolaro, e un uomo in camice bianco mi legò stretto il laccio emostatico e ticchettò sulla pelle con l'indice e il medio uniti. Il prelievo del sangue sancì in modo definitivo il nostro status di cavie....."
"...Trascorsero le settimane, e il sospetto verso il cibo si affievolì, come un corteggiatore cui concedi sempre più confidenza. Noi ancelle pasteggiavamo ormai con avidità ma, subito dopo, il gonfiore addominale smorzava l'entusiasmo, il peso sullo stomaco sembrava un peso sul cuore, e per via di quell'equivoco l'ora consecutiva al banchetto si copriva di sconforto.
Ciascuna di noi temeva ancora di poter essere avvelenata."
Rosa, la protagonista, vive una situazione ambivalente, da un lato è costretta a seguire gli ordini delle SS, assaggiare il cibo per evitare la morte del Fhurer, dall'altro è preda dei sensi di colpa perché vorrebbe opporsi ai soprusi.
E un romanzo intenso, unico per la particolarità della storia che narra sul nazismo.
La lettura ti rapisce letteralmente e quando termina ti senti "orfano".
Autore: ROSELLA POSTRORINO
titolo: LE ASSAGGIATRICI
Editore: FELTRINELLI
pagine 285 - € 17,00
Le Assaggiatrici. La scrittrice è una giovane donna cresciuta in Liguria, a San Lorenzo al Mare, il suo nome è Rosella Postorino e con questo romanzo ha vinto il Premio Campiello.
E' un romanzo ispirato alla vicenda di Margot Wolk che la scrittrice ha scovato leggendo un trafiletto su una testata italiana. Raccontava di una donna tedesca, ormai novantaseienne, che per tutta la vita aveva nascosto di aver lavorato per Hitler quando era giovane, nella primavera del '43, e per la prima volta lo confessava.
Non aveva idee naziste ma semplicemente si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato. Dopo che la sua casa a Berlino era stata bombardata, aveva trovato rifugio in un paesino nella Prussia orientale, in casa dei suoceri mentre il marito era al fronte . Il villaggio era vicino al quartier generale di Hitler mimetizzato nella foresta. Fu segnalata dal sindaco che era un fervente nazista, e reclutata dalle SS per assaggiare il cibo del Fuhrer assieme ad altre ragazze.
"... Lavorare per Hitler, sacrificare la vita per lui: non era quello che facevano tutti i tedeschi? Ma che potessi ingerire cibo avvelenato e morire così, senza nemmeno uno sparo di fucile, senza un'esplosione, Joseph non lo accettava. Una morte in sordina, fuori scena. Una morte da topi non da eroi. Le donne non muoiono da eroi."
"... Ci fecero entrare due per volta in una stanza che odorava di alcol, le altre fuori, in attesa del proprio turno. Appoggiai il gomito sul banco da scolaro, e un uomo in camice bianco mi legò stretto il laccio emostatico e ticchettò sulla pelle con l'indice e il medio uniti. Il prelievo del sangue sancì in modo definitivo il nostro status di cavie....."
"...Trascorsero le settimane, e il sospetto verso il cibo si affievolì, come un corteggiatore cui concedi sempre più confidenza. Noi ancelle pasteggiavamo ormai con avidità ma, subito dopo, il gonfiore addominale smorzava l'entusiasmo, il peso sullo stomaco sembrava un peso sul cuore, e per via di quell'equivoco l'ora consecutiva al banchetto si copriva di sconforto.
Ciascuna di noi temeva ancora di poter essere avvelenata."
Rosa, la protagonista, vive una situazione ambivalente, da un lato è costretta a seguire gli ordini delle SS, assaggiare il cibo per evitare la morte del Fhurer, dall'altro è preda dei sensi di colpa perché vorrebbe opporsi ai soprusi.
E un romanzo intenso, unico per la particolarità della storia che narra sul nazismo.
La lettura ti rapisce letteralmente e quando termina ti senti "orfano".
titolo: LE ASSAGGIATRICI
Editore: FELTRINELLI
pagine 285 - € 17,00



Grazie ragazze, direi un libro assolutamente centrato per i tempi che stiamo vivendo.
RispondiEliminaManteniamo viva la memoria per non ricadere negli stessi" ORRORI"
Lo comprero' di certo !!! Grazie SuperCuoche e grandi donne !!!
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